“Funzione del consulente è fornire informazioni tecniche attraverso un lessico giuridico, comprensibile anche a chi non è psicologo.”

— Michael Nietzel, Psychological Consultation in the Courtroom

Descrizione

L’incontro tra la Psicologia e la Giurisprudenza ha radici profonde che risalgono agli inizi del 1900.
Lo psicologo, per poter lavorare efficacemente e correttamente nel mondo del diritto, deve saper assicurare, oltre ad una solida e qualificata competenza nella materia psicologica (psicologia clinica, psicodiagnostica, psicologia dell’età evolutiva, delle relazioni familiari, ecc.), anche la capacità di saper contestualizzare il proprio operato nell’ambito giudiziario.
In un procedimento civile così come in uno penale, la Psicologia risulta sempre più utile a giudici e avvocati per spiegare le dinamiche psicologiche degli attori in un processo.

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Qual è la funzione dello psicologo nei contesti legali?

Consulente tecnico d’ufficio

Il Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) è uno strumento d’indagine che si utilizza in ambito giudiziario. È paragonabile ad una lente d’ingrandimento che il giudice sceglie di adoperare, quando questi non possiede le giuste conoscenze per analizzare, valutare o decidere su aspetti inerenti all’area psicologica, presenti nella controversia.
La conoscenza delle norme e delle procedure, peculiari ad un contesto interdisciplinare quale è quello delle consulenze nel sistema giudiziario, risulta essenziale per una maggiore consapevolezza delle differenti implicazioni di ruolo e di funzione dello psicologo e del suo inviante o committente, ad esempio in relazione ad un mandato ricevuto da un giudice o da un avvocato (o dalla parte stessa).

Il suo operato consiste in: fornire al giudice notizie supplementari oltre a quelle già in suo possesso esprimere pareri, effettuare valutazioni, chiarire e descrivere il funzionamento di un singolo o di una coppia o ancora, di un sistema familiare mediante un elaborato (relazione peritale). Egli favorisce una buona comunicazione tra le parti, utilizzando un linguaggio psicologico ma comprensibile a tutti gli attori, dando motivazioni chiare, oggettive e incontrovertibili, in risposta ai quesiti ricevuti dal giudice.
La funzione della CTU è quella di fornire al giudice notizie supplementari oltre a quelle già in suo possesso, quali storia giuridica precedente, documentazione presentata dagli avvocati, eventuali relazioni dei servizi sociali, ecc.

In particolare, il giudice (soprattutto nell’area del diritto minorile) chiede al CTU psicologo un approfondimento sui temi legati alla qualità dei legami familiari tra il minore e gli adulti di riferimento, alle caratteristiche personologiche dei genitori, alla loro capacità genitoriale, alle migliori condizioni di affido per garantire una crescita sana e armonica del minore. I quesiti possono riguardare anche la qualità della vita a seguito di un evento traumatico che ha deviato la quotidianità, il proprio lavoro. In questo ambito parliamo di danno psicologico, danno morale e esistenziale la cui valutazione e quantificazione è quasi completamente affidata all’esperienza e alla preparazione del consulente psicologo nominato. Inoltre, la CTU può coinvolgere le aree dell’interdizione e inabilitazione, la capacità di disporre testamento e donazione, ma soprattutto si può evidenziare un ruolo fondamentale dello psicologo anche nell’ambito del Tribunale Ecclesiastico nei procedimenti di annullamento/nullità per cause psicopatologiche.

Consulente tecnico di parte

L’articolo n° 201 del Codice di Procedura Civile dispone che, contestualmente alla nomina di un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), il giudice assegni alle parti l’opportunità e il termine per avvalersi di un loro Consulente Tecnico (CTP).
Il giudice può decidere di non avvalersi di un suo consulente e dunque non nomina un CTU, ciò non impedisce alle parti in causa di produrre perizie stragiudiziali redatte da un consulente tecnico a supporto di una delle parti.

La dichiarazione di nomina viene effettuata dall’avvocato di una parte,il quale indica sia il nome che il recapito del CTP prescelto.
Il CTP assume una funzione di controllo tecnico sull’operato del consulente tecnico d’ufficio, cercando di dare ai fatti l’interpretazione maggiormente conveniente per il proprio cliente che lo ha scelto.
Il CTP risponde solo al suo cliente del mandato ricevuto, può intervenire alle operazioni peritali del CTU, può presentare al CTU osservazioni ed istanze.

Risposte a domande frequenti

Chi è lo psicologo che opera in campo legale, giuridico e forense?

E’ uno psicologo, regolarmente iscritto all’albo degli psicologi, il quale, oltre alla formazione nella propria disciplina deve specializzarsi in Psicologia Giuridica (per approfondire le diverse aree in cui vuole lavorare) e nel caso approfondire gli studi dei test psicologici, poiché il suo operato deve correlarsi quanto più è possibile con dati oggettivi.

In quali ambiti si muove uno psicologo legale?

In ambito CIVILE (ordinario e minorile):

  1. idoneità e potestà genitoriale e condizioni dell’affidamento dei figli in caso di separazione, divorzio, conflitti familiari, stato di abbandono, adozione;
  2. danno biologicio, danno psichico e danno esistenziale (es. conseguente a reato, mobbing e bossing, lutto, infortunio, incidente stradale, atti medici, nascita indesiderata);
  3. interdizione e inabilitazione, capacità di disporre testamento e donazione nullità del matrimonio per cause psicopatologiche.

In ambito PENALE (ordinario e minorile):

  1. assistenza psicologica e valutazione del testimone, dell’indagato, dell’imputato, del condannato e della parte offesa all’assunzione di sommarie informazioni, all’interrogatorio, all’audizione, all’incidente probatorio e più in generale al procedimento;
  2. imputabilità (adulti e minori) e maturità (minori), grado del dolo e della colpa; cause di esclusione, attenuazione o aggravamento della responsabilità; graduazione della pena ex art. 133 c.p.;
  3. pericolosità sociale e misure di sicurezza;
  4. capacità di partecipazione cosciente al processo;
  5. capacità di testimoniare e attendibilità clinica della testimonianza (es: violenza sessuale, abuso sessuale su minore, abuso dei mezzi di correzione, maltrattamenti; testimoni vulnerabili);
  6. reati legati alla capacità di dare consenso (es: costrizione ed inferiorità psichica ex art. 609-bis c.p., circonvenzione di incapace, procurato stato di incapacità, istigazione al reato, abbandono di minore o di incapace, omicidio del consenziente);
  7. offensività del fatto (es: ingiuria, diffamazione, calunnia, atti persecutori – stalking);
  8. compatibilità carceraria e con le misure cautelari;
  9. misure alternative alla detenzione;
  10. danno psichico ed esistenziale (es: conseguente a reato, a ingiusta detenzione, ad errore giudiziario).

Quanto costa una consulenza o un parere in ambito legale?

Il minimo e il massimo del compenso per ogni consulenza sia in ambito civile che penale sono stabiliti dall’Ordine degli Psicologi.

I nostri psicologi

  • D.ssa Lucia Alfano

    D.ssa Lucia Alfano

      Psicologa Centro esssebi
    Psicologa clinica e della sviluppo, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale, specializzata in Psicodiagnostica…
  • D.ssa Linda Scognamiglio, PhD

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    Fondatrice Centro essebi
    Psicologa clinica, Dottore di ricerca in Scienze della Mente, psicoterapeuta sistemico-relazionale…
  • D.ssa Manuela Barba

    D.ssa Manuela Barba

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    Psicologa clinica, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale…
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    Psicologa Clinica di Comunità, Psicoterapeuta, Pedagogista e Insegnante, Specialista DSA…
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